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25/10/2010, 15:37

GRAZIE AL POTERE DEI “CEVAPCICI” VINCIAMO ANCHE A TRIESTE (12-29)

E’ sempre un po’ imprudente organizzare cene o ritrovi dopo una partita importante. Ci avevamo pensato quando qualcuno ha lanciato la proposta di sfruttare la partita di Trieste per finire la serata nella nota trattoria da Gianni a Gorizia, locale magari non raffinatissimo ma in cui si mangia bene e molto: giusto il posto adatto per i nostri angioletti, che del resto ci sono già stati: ci è capitato di vedere qualche foto di qualcuno di loro con davanti una "mutera" di cevapcici... Qualcuno si era detto: “Ma no xe meio spetàr? No vorìa mai che…”. Qualcuno era stato anche più esplicito: “Varda che quei da Trieste no i xe là che i ne speta par farne un pacco-dono: e se perdèmo? Dopo andemo a magnàr cossa?”. Non abbiamo perso, anzi, possiamo quasi dire che la forza di attrazione dei cevapcici è stata determinante per spingerci a conquistare la vittoria. Adesso spieghiamo…

Giornata da Trieste, a Trieste: bora. Loro dicono media, a noi pare forte. Come si fa a giocare? A loro verrà buono, pensiamo: ci sono abituati e noi no. Pubblico totale direi non più di 30 persone noi compresi. Per fortuna non piove…

Per noi qualche buco in più rispetto al previsto: rientra Balliana ma non Bozzo, fuori Simone Martin e Marturano, manca Ferrari e Moino è in panca, dove tornano anche Santarossa e Sartor. Inizio difficile, pressione insistente dei triestini, corriamo qualche rischio e facciamo fatica a mettere il naso fuori. Difesa un po’ affannosa ma che funziona. Ci facciamo vivi e teniamo l’iniziativa per un po’: stiamo diversi minuti sui 5 avversari ma poi perdiamo palla, poi Riccardo Martin fa il buco ma non riesce a rientrare in uno spazio vuoto per una meta quasi fatta, come quasi fatta era la meta su una palla che cade a terra tra “Scheggia” e Davide Martin. Sempre zero a zero.

Poi ci riperdiamo, facciamo una serie di falli che ci ricacciano indietro: un bel calcio degli avversari (volitivi, fisici e ben organizzati) trova una touche a 10 dalla linea e dopo un paio di fasi arriva la meta, trasformata (7-0). Mh. Niente di compromesso in teoria, basta non scoraggiarsi, i numeri per vincere ci sono, si è visto: basta tenere i nervi a posto. Ma continuiamo a fare falli e ne fa le spese Naressi, che viene messo fuori per gli ultimi 10’ del tempo. Non ci voleva. Ma stringiamo i denti e resistiamo alla pressione pur prendendo ancora qualche rischio.

Intervallo: Brocca deve aver detto qualche parola utile, perché si torna in campo con un altro animo e con più concentrazione. Muoviamo la palla e creiamo spazi. Dopo un po’ di pressione gli avversari sono in affanno e fanno fallo. La vecchia volpe Mario Balliana batte veloce e non si fa fermare, e siamo 7-5. Insistiamo e arriva un calcio in mezzo ai pali che Naressi mette dentro: 7-8. Cambiato tutto? Sembra: touche e mischia registrate, rubiamo anche qualche palla nelle fasi statiche e sembriamo aver preso una discreta sicurezza. Invece ci riaddormentiamo di fronte a una bella fiammata degli avversari, che tornano rapidamente nei nostri 22, ci costringono al fuorigioco, giocano il vantaggio per un po’ e poi tornano sul punto del calcio più svelti di noi per battere e segnare. Noi arriviamo dopo un po’ e siamo 12-8.

Lì capitan Ricky (Jordan è appunto in panca) pronuncia quello che passerà alla storia come “il grande discorso dei cevapcici della battaglia di Trieste”, spiegando ai compagni in tono piuttosto incazzato che se non vinciamo la grigliata ce la possiamo sognare. Finalmente la squadra si sveglia e gioca: tre mete in pochi minuti, tutte trasformate da Naressi. Prima fa il break Damo dopo un’azione in più fasi e dà la palla a Ivan Zoia che mette giù (12-15). Sul rinvio prende la palla Ricky, che passa tra qualche avversario e segna in mezzo ai pali (12-22). Pochi minuti dopo torniamo nei 22 e da una ruck la palla arriva a Vecchiato che finta, entra, si allunga e tocca: la meta premia la partita di sacrificio di “Scheggia” in una posizione non proprio sua.

Finale all’indietro. Trieste reagisce e negli ultimi minuti ci schiaccia in fondo. Ci difendiamo ancora con un po’ di agitazione e Zoia va fuori per fallo in ruck. Finiamo in 14 ma senza prendere punti e superiamo un test importante senza soffrire troppo il vento. Non c’è da stare tranquilli, bisogna guardare avanti e prepararci bene per le prossime sfide pensando a cosa non è andato. Ma i cevapcici (salsiccine speziate) e la lubjanska (cotoletta con prosciutto e formaggio) ce li siamo meritati, no?

Hanno giocato: Martin R., Giuriolo (25’st. Sartor), Damo, Vecchiato, Martin D. (20’ st. Menoncello), Naressi, Balliana (30’st. Cerna), Sanson, Padoan (10’ st. Santarossa), Sordon, Spricigo, Furlani, Cappelletto (15’ st. Brescancin), Zoia, Carpenè. A disp.: Moino, Magrin. All. Brochetto.

Hanno segnato:  25’pt. meta Trieste tr. (7-0), 5’st. meta Balliana nt. (7-5), 10’st. cp. Naressi (7-8), 15’st. meta Trieste nt. (12-8), 20’st. meta Zoia tr. Naressi (12-15), 22’st. meta R. Martin tr. Naressi (12-22), 27’st. meta Vecchiato (12-15) tr. Naressi (22-29).

Ultima modifica: 25/10/2010 alle 15:40

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