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03/08/2011, 11:22

A ODERZO IL RUGBY CRESCE MA HA BISOGNO DI NUOVI SPAZI

di Z. Angana

Ecco il testo completo dell'articolo di Z. Angana sul Rugby Oderzo e sulla grave situazione del suo impianto pubblicato su "lameta", settimanale di rugby a diffusione nazionale, del 3 agosto 2011. Grazie al direttore Enrico Borra e ad Angelo Brescancin che con la consueta tenacia e serietà ha tenuto i contatti necessari a procurarci questo spazio e questa visibilità.


Oderzo è la casa del rugby nella pianura tra Piave e Livenza: più di 40 anni di tradizione, con il Rugby Oderzo spesso protagonista in serie C e capace negli anni ’80 di raggiungere la B, mantenendo viva la passione per la palla ovale e buona la qualità del gioco.

Oderzo è un first XV di buon livello, che negli ultimi 7 anni si è giocato per 4 volte la possibilità di una nuova promozione in B, pur senza mai raggiungerla, e che lo scorso anno ha dimostrato di essere la squadra più forte nei gironi territoriali Triveneti, riconquistando il girone élite.

Ma Oderzo è anche la casa dei Grifoni, la società nata nel 2005 che ha portato il settore giovanile ad una crescita continua e notevole, facendone una delle realtà emergenti più interessanti: 30 ragazzi all’inizio, 70 nel 2007, 120 nel 2009, più di 200 nel 2011. I Grifoni ogni anno ospitano 3-4 concentramenti e giocano amichevoli internazionali con team anglosassoni, facendosi apprezzare anche per spirito di accoglienza e amicizia; hanno una delle poche Under 6 in circolazione e spesso mettono in campo due squadre per alcune categorie del minirugby; hanno portato due giovani in accademia a Mogliano e, da quest’anno, gestiscono (con i Kagnati di S. Donà) un riuscitissimo Rugby Camp estivo in val Tramontina. Infine, hanno organizzato negli ultimi anni un doposcuola pre-allenamento che ha permesso ai ragazzi di fare i compiti con l’aiuto di personale qualificato. Il tutto arricchito da risultati largamente positivi, che testimoniano una crescita non solo quantitativa. Un movimento fondato anche sul sostegno decisivo del main sponsor Nice SpA, multinazionale con sede a Oderzo e leader nel settore dell’Home automation, che ha scelto di sostenere il nostro sport per i valori che rappresenta e che testimonia a favore delle giovani generazioni.

“L’importante è far crescere i ragazzi sul piano tecnico come su quello umano - dichiara il presidente dei Grifoni Andrea Barattin, già giocatore in serie A e in Nazionale. – La prima squadra deve essere il risultato del lavoro fatto sui giovani. Ma con un campo solo non possiamo svilupparci: le squadre ospiti hanno definito il nostro campo: “il peggiore mai visto”; i club inglesi che spesso ci fanno visita hanno guardato con incredulità e preoccupazione il nostro terreno durissimo e polveroso”.

“Abbiamo una buona squadra, giovane e tecnica, e cominciamo a vedere i frutti della crescita dei nostri giovani. Ma l’impianto resta il primo problema – conferma Marco Corona, presidente del Rugby Oderzo seniores. - Con 250 atleti tra grandi e piccoli il campo subisce ad ogni stagione un degrado inevitabile. Da tre anni chiediamo di avere almeno due campi vicini, ma la situazione non si  sblocca”.

Si sa che per la spesa pubblica sono tempi difficili, ma il problema degli impianti di Rugby Oderzo e Grifoni richiede il massimo di attenzione e impegno. Finora l’inerzia delle amministrazioni pubbliche non ha prodotto nessun risultato: non solo non si è riusciti a mettere a disposizione del minirugby qualche campo di periferia, ma non si è fatto il minimo passo avanti nella programmazione di una nuova struttura. Non sono stati rimborsati (neanche in parte) i lavori di rinnovamento di spogliatoi e Clubhouse realizzati nel 2009 grazie al lavoro volontario di giocatori e dirigenti e costati comunque decine di migliaia di euro.

Il Rugby Oderzo merita un impianto adeguato al suo valore e alle sue possibilità di sviluppo e ha bisogno del sostegno di tutti per realizzare questo obiettivo.

Ultima modifica: 03/08/2011 alle 11:36

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