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03/04/2017, 22:13

I RAGAZZI DEL PIAVE SOFFRONO, COMBATTONO, REAGISCONO, MA ALLA FINE IL PETRARCA VINCE 29-15

 
Una touche nella partita di domenica 2 aprile al "Geremia" contro il Petrarca 

Tutte le gare sono importanti, in primis per la posta in palio ed anche per il rispetto che si deve agli avversari di turno, ma alcune assumono significati e sapori decisamente più rilevanti… quella con il Petrarca è una di queste, una di quelle partite che tutti vorrebbero giocare e possibilmente vincere. E’ tempo di fare visita ai nostri amici di Padova, una storica ed importantissima realtà rugbistica del panorama nazionale. Affrontiamo la loro cadetta, espressione di un vivaio seniores ricco di talenti e di personalità. Ci siamo confrontati con loro sia quest’anno che lo scorso, ma la sensazione netta è che la loro consistenza sia fisica che tecnica, palesata in questa stagione, sia nettamente superiore a quella affrontata lo scorso campionato. Una squadra giovane, anzi giovanissima, decisamente competitiva e forte in tutti i reparti. Arriviamo a questo appuntamento un pochino acciaccati, ben consapevoli che sia del tutto normale in questo periodo dell’anno. Ma chi non vorrebbe essere nella piena forma fisica e mentale, in un’occasione come questa…!? Si gioca alla Guizza, nell’impianto dedicato al grande Memo Geremia, fondatore e per molti anni deus-ex-machina del Petrarca Rugby. I nostri allenatori Giuliano e Rinaldo hanno lavorato in settimana nel calibrare scelte tattiche e risorse fisiche dei ragazzi, dedicando molta attenzione nel definire le scelte di gioco, sia offensivo che difensivo, utili alla gestione di questa gara dal grande pathos.

Riscaldamento contratto e ricco di tensione, specchio di una carica emotiva straripante che i capitani e i “vecchi marpioni” stigmatizzano con verve e personalità. Serve maggior determinazione e scioltezza per un atteggiamento positivo e confidente, i ragazzi lo capiscono, si autodeterminano fra loro ed è già ora di scendere in campo. Fischio d’inizio affidato all’arbitro Clara Munarini di Parma, pallone che viaggia in aria e ricadendo crea le condizioni per un suo recupero, malamente ostacolato dai tuttineri, che vengono puntualmente puniti dall’intervento arbitrale. Bottosso si assesta la palla con calma e calcia in mezzo ai pali per un repentino 0 a 3. Un episodio che non lascia traccia nelle menti dei nostri avversari, determinati a rifarsi immediatamente. Si riparte e il canovaccio della gara appare dettato: grande pressione offensiva del Petrarca, resistenza ad oltranza dei nostri ragazzi a bloccare e respingere il loro coordinato e ben sostenuto forcing. Il pallone viaggia rapido da un fronte all’altro, il mantenimento senza sprechi del loro possesso e la distribuzione rapida dei loro uomini sono finalizzati alla ricerca di quel pertugio nelle nostre maglie difensive che consenta loro di planare nella nostra area di meta. I ragazzi vi si oppongono con ordine, benchè in alcune situazioni qualche affanno nel ripiazzamento determini soluzioni tampone non particolarmente sostenibili a lungo. Nelle fasi statiche soffriamo, e quando proviamo maldestramente a contrattaccare alla mano veniamo puniti dal loro repentino recupero palla, ben gestito sull’asse profondo e finalizzato infine da Morona per 5 punti sullo score. E’ chiaro che ci sarà da soffrire nella prima mezz’ora di gioco… Vorremmo poter costruire degli scogli difensivi su cui arroccarci, ma oggi la mischia pare soffrire la grande fisicità degli avanti avversari ed in più manchiamo di collegamento difensivo con i backs nell’asse centrale, sul quale le loro folate offensive insistono con prepotenza. “Botto” e Capitan “Buro” si dannano l’anima nell’arginare questo martellamento verticale, che trova poi alternativa sequenziale nell’allargamento sugli spazi a ridosso dei nostri out. Ci ritroviamo pressati e la lucidità non sempre ci premia. Quando il possesso avversario viene ben supportato nelle fasi statiche e di rilancio, capita con frequenza di subìre segnature e noi non facciamo eccezione, tant’è che il mediano Simonato schiaccia in meta dopo ripartenza delle terze. Mercanzin trasforma e siamo sotto 12 a 3. Ripartiamo con malcelato fastidio, perché vorremmo ciò che non riusciamo a realizzare, mentre invece appare evidente che i nostri avversari stanno realizzando pienamente il loro piano di gioco. E’ altrettanto chiaro che dobbiamo spingerci nella loro area difensiva profonda, se vogliamo creare loro dei grattacapi significativi, mentre invece continuiamo a soffrire nei nostri capisaldi di gioco, offrendo il fianco alle loro ripartenze dopo aver ripetutamente perso alcune mischie e rimesse laterali. Quando questo capita con molteplice frequenza si rimane spesso sguarniti o fuori posto. Se ne accorgono i tuttineri, collezionando di proposito alcune folate offensive gestite fintando l’apertura larga e rientrando all’interno. Alla seconda occasione propizia riescono a cogliere l’angolo giusto, grazie alle buone e rapide leve del centro Casalini, che buca fra apertura e primo centro e poi, schivando il nostro estremo Cincotto, andando a depositare fra i pali per una facile trasformazione del solito Mercanzin. Ci ritroviamo con un breack sgradevole sul groppone e, benchè la voglia di lottare in alcuni istanti possa vacillare, veniamo rinfrancati dall’ingresso in campo di Coletti, che nel frattempo è subentrato al nostro giovane e promettente Fantin per provare a scompaginare gli equilibri di una mischia avversaria fino ad ora dimostrattasi superiore. L’esperienza di Marco rincuora e rinfranca i ragazzi come un elisir sorseggiato da labbra inaridite, sicchè negli ultimi minuti di gara proviamo ripetutamente a farci sotto, raggiungendo i loro 22 in due successive occasioni, peraltro senza trovare il giusto guizzo di reni per poter portare punti utili a rifarci sotto. Il tempo termina e ci ritroviamo in circolo assieme agli allenatori per schiarirci le idee. Serve una iniezione di fiducia, i nostri Coach Bonato e Faltibà lo sanno perfettamente e agiscono di conseguenza. Tutto ciò che serve i ragazzi lo sanno e promettono che lo costruiranno nei prossimi 40 minuti. Facciamo perciò rientro in campo avendo stabilito quali sono i capisaldi del nostro gioco cui ancorarsi e crediamo che questa determinazione ci possa fare da compagna. Purtroppo non sempre i propositi fanno seguito nelle immediate azioni ad essi collegate, tant’è che pronti e via e subìamo una perdita di pallone e un contrattacco sulla chiusa, ben sostenuto nell’asse e in continuità e poi finalizzato da un grabber calciato verso bandierina e raccolto da Mercanzin, per una segnatura a freddo che potrebbe definitivamente abbatterci. La nostra reazione invece risulta essere cinicamente furibonda. Sistemate alcune questioni lì dove esiste un codice e una gara nella gara (si legga in trincea), cominciamo a macinare terreno e gioco. Si rivedono perciò le nostre migliori caratteristiche ovvero possesso, sostegno sull’asse sia profondo che largo, furia agonistica sui breackdown e tanta gagliarda determinazione nell’uno contro uno. Guadagniamo così quelle situazioni di pressione offensiva che costringono i nostri avversari a sbagliare, sia su qualche sostegno che in taluni possessi, avendo modo così di rilanciare il gioco con piattaforme ora più stabili ed affidabili e avvicinandoci alla loro area di meta, che violiamo dopo ripetuti assalti con la firma finale di Cuzzolin, il qaule di forza va oltre il muro difensivo dei petrarchini. Pallone beffardamente sul palo per una trasformazione ahinoi fallita, ma voglia che cresce e si fa prepotente benzina. Alcuni cambi operati vanno a offrire nuove energie sia in mischia che nei trequarti, mentre i nostri avversari rispondono con medesima strategia senza però ottenere di riappropiarsi del pallino del gioco. Quello è ora per buona parte di gara nelle nostre mani, e lo gestiamo con opportuna concentrazione e grinta, al punto da imbastire numerosissime fasi nelle quali tutti si sostengono con vicendevole disponibilità e qualità, fino all’epilogo finale offerto dalla meta di Filippo Cincotto, degnamente trasformata dal fratello GianMaria. L’aria frizzante di primavera non scompagina le nostre speranze, che anzi si manifestano vive e salde. Muoviamo palla con rinnovato vigore e troviamo alcuni pertugi nelle maglie difensive dei nostri avversari, in cerca di quel guizzo o di quella chance che ci permetterebbero di sperare il meglio. Tanto desiderio necessita anche di pulizia e accortezza, che non sempre si riesce ad ottenere nella frenesia del recupero. Ed infatti, in una situazione di apparente vantaggio, su un breack verso l’out di destra a ridosso dei 22 avversari, gestiamo malamente un possesso apparentemente limpido, regalando l’occasione per una volata a tutto campo dell’ala Navarra, che coglie l’attimo propizio e si lancia fino alla nostra area di meta, nonostante il disperato tentativo di Ceglie per togliergli gli appoggi con la mano protesa in cerca dello scarpino avversario. Non molliamo, di questo abbiamo certezza negli sguardi dei ragazzi, che risalgono nuovamente il campo e con grande abnegazione si guadagnano l’occasione propizia per segnare. Siamo sotto i pali del Petrarca ora, ed i nostri pick&go ripetuti come furiosi marosi hanno la meglio sulla difesa dei tuttineri. Ceglie schiaccia e i 7 punti paiono già fatti…ma il guardalinee ha ravvisato un precedente screzio fra GianMaria Cincotto e Casalini, di cui riporta le sue impressioni all’arbitro Munarini che a sua volta stabilisce l’annullamento della meta. Questa sì è davvero una pesante notizia e decisione da digerire, perché il tempo scarseggia e così anche le energie residue, che avrebbero trovato forse nuova linfa cui attingere grazie a questa segnatura pesante. Malcelato fastidio e incredulità accompagnano i nostri ragazzi nei minuti successivi all’evento, così che hanno buon gioco i padroni di casa nel riprendersi dall’affanno evidente che gli abbiamo procurato con il nostro forcing finale. Riproviamo ad imbastire delle trame offensive, benchè chiaramente stiamo attingendo alle ultime forze disponibili con uno stato d’animo non eccellente. Tambureggiamo la loro linea difensiva e cerchiamo varchi lasciati liberi, senza trovarne di praticabili. Il tempo inesorabilmente declina verso la fine gara e il triplice fischio ci vede ancora lì in attacco, stanchi e dispiaciuti. E’ stata una gara davvero intensa, in alcuni tratti molto avvincente e godibile. I nostri complimenti sinceri vanno ai ragazzi del Petrarca in lode alle loro abilità, all’impegno e all’agonismo che hanno profuso in campo. Questi stessi complimenti li dobbiamo anche ai nostri giocatori, che non si sono risparmiati e che hanno onorato al massimo questa partita e questa squadra avversaria. Ora siamo fra noi, in mezzo ad un bellissimo prato verde, soffice come un tappeto, che ci ha visti lottare e soffrire, sperare e poi cadere, ma che ci vede anche amici e fratelli, con un sorriso sulle labbra e la convinzione che certi momenti siano sempre belli da vivere. Ricordiamo a tutti che la prossima gara dei Ragazzi del Piave si terrà sabato 8 alle ore 18:15 in casa al Pacifici, per un derby con gli amici del Mirano che farà seguito alla gara del campionato di Eccellenza, nella quale saranno protagonisti la compagine del Rugby San Donà contrapposta ancora una volta al Petrarca Rugby. Sarà un bellissimo pomeriggio di sport. Vi invitiamo perciò a sostenere i nostri Ragazzi del Piave. A sabato !

Hanno giocato: Cincotto GianMaria; Steolo, Ciottolo (68° Pelizzon), Buratto [Cap.], Damo [V. Cap.] (68° Antonelli); Bottosso (60° Pelloia), Zanet; Florian, Cuzzolin; Busato (51°Dalla Pria) Cincotto Filippo, Marian (60° Ceglie); Fantin (30° Coletti), Mazzola, Conte (79 ° Diral). Allenatori: Bonato e Faltibà

Marcatori: Cincotto Filippo e Cuzzolin 1 meta; Bottosso 1 piazzato; Cincotto GianMaria 1 trasformazione

Cartellini gialli a Polliero (20°) e a Simonato (54°)

Man of the match: Cincotto Filippo

Ultima modifica: 03/04/2017 alle 22:26

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