UN PO’ DI LUCIDITA’ E CONCENTRAZIONE IN PIU’E ARRIVA LA PRIMA VITTORIA: BATTIAMO MONSELICE 18-12
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Monday March 1st @ 12:06PM CET
Sandro scrive:
Non avevamo smesso di crederci, malgrado tutte le difficoltà e la lunga serie di sconfitte, ma a dire il vero non osavamo sperarci più di tanto. Invece finalmente la squadra è riuscita a gestire una partita con abbastanza buonsenso da limitare gli errori e da far girare a proprio favore le situazioni che alla fine hanno deciso il risultato. Il coraggio è bastato, ma soprattutto è servito riuscire a ragionare con più lucidità e fare più spesso scelte utili. Il Monselice, che ci precede in classifica di parecchio, ha combattuto con accanimento e ci ha messo in ansia fin quasi alla fine, ma per nostra fortuna questa volta siamo stati noi a crderci di più.
Mancano Morris e Vittori. Dentro dall’inizio Marturano e Simone Martin spostato a centro, mentre Zoia torna in terza linea. Inizio positivo: malgrado palla e campo siano degli avversari, la difesa, specie Contò e Simone Martin, sale bene e li mette in affanno. Palla persa e fuga di Ricky Martin fino al centro dei pali. Trasforma Naressi e siamo 7-0. Però sull’azione successiva ci facciamo trovare subito mal disposti e concediamo il soprannumero agli avversari che segnano ma non trasformano: 7-5. Torniamo in avanti e impegnamo seriamente la difesa costringendola al fallo poco fuori dai 22. Naressi mette il piazzato e siamo 10-5. La partita è combattuta, soffriamo un po’ in touche, la mischia ora tiene bene ora scricchiola un po’, anche se nelle ruck tutti gli avanti fanno un buon lavoro e Santarossa si fa vedere anche in campo aperto. Abbiamo qualche pallone in meno ma Cerna oggi vede meglio il campo e quando possiamo giocare un po’ di preoccupazione la mettiamo. Tuttavia Monselice guadagna terreno: un calcio di spostamento trova la touche, difendiamo con fatica e facciamo fallo. Gli avversari non piazzano ma giocano con gli avanti e noi ci facciamo bucare. Trasformazione e punteggio sul 10-12.
Niente è perduto ma il film non sembra poi molto diverso da quello di molte altre partite, in cui agli avversari è bastato sfruttare la loro superiorità in alcune situazioni di gioco per superarci di poco. La fase finale del primo tempo e quella iniziale del secondo sono combattute ma senza fiammate. A poco dalla fine del tempo sbagliamo un piazzato non impossibile e poi all’inizio della ripresa ci mettiamo in difficoltà da soli per eccesso di aggressività in ruck che costa il giallo a Zoia. Ma il buono è che non andiamo in affanno, difendiamo ordinatamente e non paghiamo dazio. Il guaio è che quando rientra Zoia c’è un giallo anche per Carpenè per un’ostruzione abbastanza veniale ma evidente.
Probabilmente è in questo passaggio la chiave della partita: per 20’ in 14 continuiamo a non farci sorprendere e riusciamo a recuperare palle e guadagnare terreno con calci tattici. Quando i 10’ di Carpenè stanno per scadere troviamo un po’ di spazio sulla sinistra e per un fallo su un calcio alto anche al Monselice tocca un giallo. In più Naressi mette il piazzato e finalmente torniamo avanti 13-12. Qui sono gli avversari che diventano un po’ nervosi e provano ad attaccare con foga ma senza molto ordine. Un paio di folate pericolose vengono fermate da noi con un po’ di ansia (paura di vincere?), l’avversario espulso rientra ma poi l’arbitro vede un colpo proibito di un giocatore del Monselice e lo manda fuori col rosso. Sembra fatta, gli ultimi minuti non passano mai ma non si soffre neanche troppo perché chiudiamo in avanti e dall’ultima ruck nei 22 riusciamo a mandare dentro Omar Grando che sfonda e ci porta 18-12. Poi il fischio e per questa volta cantiamo noi.
In spogliatoio urla selvagge e crudele matricola per Marco “Mena” e Matteo Franco: scene disumane e indescrivibili che non riportiamo, anche se il Cancioreporter sostiene di essere in possesso di ottime immagini da estorsione. Nel terzo tempo Killer viene nominato “man of the match” e vince la sfida della birra con un avanti di Monselice. Poi tutti a far festa da Paolo Bergamo (che naturalmente in prima linea ci manca…) con la consapevolezza che si può stare allegri per una sera ma non c’è da mollare un millimetro. La vittoria non ci ha reso improvisamente dei campioni ma ci ha insegnato (una volta di più) che tra vincere e perdere passa una differenza sostanziale nel gioco, anche se fatta di sfumature, di episodi, di singole decisioni giuste o sbagliate, di gesti eseguiti bene o male. Non è che di errori (cagate…) non se ne siano fatti, come rilevava qualche giocatore alla fine, e Brocca e i ragazzi avranno il loro daffare in settimana per tornarci sopra, ma è servito molto essere lucidi e non farsi prendere troppo dalla tensione. Abbiamo vinto e siamo contenti, gran sospiro di sollievo, ma non siamo ancora da nessuna parte: abbiamo solo tenuto aperta la porta, il resto è tutto ancora da fare.
Hanno giocato: Martin R., Marturano, Martin S., Contò, Da Rugna (st. Menoncello), Naressi, Cerna, Santarossa, Moino, Zoia, Saccon (15’st. Grando), Spricigo, Cappelletto (20’ st. Padoan), Sanson, Carpenè. A disp. Martin D., Franco, Buso, Pompilii. All. Brochetto.
