Villorba vince 6-21, ma lottiamo fino alla fine. E poi la squadra canta.
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Thursday November 12th @ 2:54PM CET
Sandro scrive:
Certamente è poco per festeggiare davvero, ma un po’ di soddisfazione la partita di domenica ce l’ha data. Naturalmente era meglio vincere o almeno portare a casa un po’ di bonus, ma il carattere che la squadra ha mostrato ieri, il fatto di poter uscire dal campo a testa alta e con la coscienza di avere fatto il possibile contro quella che si presentava come la corazzata del campionato, un po’ di differenza la fa. Non si sa se basta per invertire la tendenza, ma intanto è un passo. Basta per essere contenti? Certamente no, ma magari serve a continuare a lavorare, ad avere voglia di far bene quanto serve, a crescere andando avanti.
La cronaca: piove fisso tutta la partita, ma non è un fattore. Il fattore è l’aggressività dei nostri ragazzi che nei primi 10-15 minuti riescono addirittura a conquistare campo e mettere un po’ in pensiero il Villorba. Poi, col passare dei minuti, gli avversari cominciano ad occupare il campo e ad esercitare una pressione importante: la parte centrale del primo tempo è tutta dei gialli che ci premono a lungo nei 22 e dopo molti tentativi trovano lo spazio per andare in meta (0-7). Ma non è il principio della fine. La nostra reazione è positiva e ci permette di sfruttare qualche incertezza degli avversari: conquistiamo rapidamente un calcio con una bella azione della mischia e Vittori lo mette e ci porta 3-7, il Villorba si fa pericoloso e guadagna a sua volta un paio di punizioni (mancate) e allo scadere ancora Vittori ci porta a un punto: 6-7. Non ci illudiamo: conosciamo e abbiamo visto le possibilità degli avversari, ma siamo ancora lì e la partita è aperta.
Siccome è aperta ce la giochiamo, anche se alla lunga la pressione degli avversari ci mette in difficoltà. Restiamo 10’ sui nostri 5 metri e spingiamo come dannati per respingere gli avversari, che entrano tre volte in area di meta ma non riescono a schiacciare grazie a una difesa davvero tenace. Purtroppo il quarto tentativo è quello buono e siamo 6-14. Abbiamo dato una prova di carattere, certo, e fa bene. Ma non basta. vincere è ancora possibile e bisognerebbe provarci. In effetti qualche tentativo lo facciamo, partendo un po’ da lontano perché non riusciamo a conquistare campo facilmente, ma ci manca anche un po’ di fortuna in qualche presa o in qualche rimbalzo. Del resto abbiamo di fronte avversari di peso, che negli ultimi minuti tornano a premere e vanno in meta con una bella maul (6-21).
Non si poteva fare di più? Forse, ma un po’ di rimpianto resta, magari per le partite precedenti più che per questa. Alla fine in spogliatoio la squadra canta e ne ha degli ottimi motivi. Qualcuno commenta: “Ma hanno perso…”. Ale Damo risponde che sono una squadra e cantano in quel modo, per ricordarselo bene, il che è la cosa più importante. Quando chiedo perché non siamo riusciti a giocare così quando serviva di più e forse si poteva portare a casa qualche punto, Bocci Carpenè risponde che questa volta non avevamo niente da perdere e siamo riusciti a giocare per giocare, come si dovrebbe fare sempre. D’accordo, vero. E vero che è stata una bella partita, intensa, accesa: la mischia, pur non nelle condizioni migliori, ha fatto il suo lavoro, tenendo in chiusa e mostrando una buona presenza nelle fasi aperte; i ¾ hanno giocato senza paura, reattivi, guidati bene da Vittori e R. Martin e capaci di dimostrare progressi interessanti (Cerna, Sartor).
Forza ragazzi: state costruendo un patrimonio che non va disperso: ci aspettano ancora tempi difficili e le due partite fuori casa a Vicenza e Conegliano forse non sono le occasioni migliori per portare a casa punti, ma bisogna provarci. Qui tutti vogliono sentirvi cantare ancora, ma per una vittoria, stavolta.
Hanno giocato: R. Martin, Da Rugna, Contò, Sartor, Menoncello, Vittori, Cerna, De Bortoli, Moino, S. Martin, Padoan, Saccon, Carpenè, Zoia, Grando. Entrati nel s.t. Dal Bianco, Dal Bo, Marturano, Sanson, Spricigo. A disp. Serra. All. Brochetto
