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Perdiamo in casa con il Lemene (5-15) in una brutta partita. Ma (naturalmente) non ci arrendiamo.

Postato: Tuesday October 27th @ 5:04PM CET
Sandro scrive:
Santa mi dice che è curioso di vedere cosa scrivo questa volta, e io lo accontento. Anche Michele Damo dice di essere stato un po’ sorpreso che io abbia lasciato la cronaca delle scorse due partite a Vale (che mi ha gentilmente sollevato in un periodo in cui ho parecchi impegni). Allora per questa volta torno a raccontare io come mi sembra che sia andata, facendo come sempre finta di capirci qualcosa e di non essere il sostanziale incompetente che sono.

Parto dal commento finale di Marco Corona: “Non si è giocato a rugby. Non so cos’era ma era un’altra cosa…” Probabilmente ha ragione. Tanti, tantissimi errori e poco gioco da tutte e due le parti. Ma il Lemene ha una mischia pesante e ci mette subito in difficoltà nonostante il rientro di Paolo Bergamo (lavoro) e Omar Grando (paternità, a proposito: ciao Giorgio e ciao Francesca) che però sicuramente non avevano nelle gambe tutta la benzina che serviva. Prendiamo due mete nei primi 5 minuti, una delle quali su mischia ai 5 per noi, ci rifacciamo vivi abbastanza bene e restiamo nei loro 22 abbastanza a lungo e alla fine entriamo con la mischia e Jordan Moino mette giù. Mirco Contò calcia benino ma non centra. Poi non riusciamo a essere continui, subiamo un po’ meno ma se li lasciamo avvicinare c’è pericolo, infatti prendiamo la terza meta, sempre da chiusa. Problemi nelle fasi statiche, tutto sommato non così male stavolta i raggruppamenti, poco efficace il gioco aperto, discreta difesa, abbastanza aggressiva.
Nel secondo tempo esce Ricky Martin, non in buone condizioni, e entra Claudio Vittori, non tanto a posto neanche lui. C’è qualche altro cambio, forse in chiusa soffriamo un po’ meno, non corriamo grossi pericoli ma non abbiamo neanche molte occasioni. Il Lemene ha un paio di calci ma li sbaglia di grosso. La cosa migliore per noi è un calcetto di Vittori che mette Menoncello in condizione di segnare, ma a Marco stavolta manca il pizzico di destrezza che serviva e la palla resta alta. C’è anche un po’ di nervosismo e Vittori e un centro del Lemene discutono animatamente sulla situazione politica europea, e visto che uno è un ammiratore di Zapatero mentre l’altro è un sostenitore di Angela Merkel, non si trovano d’accordo e l’arbitro li manda tutti e due dietro le porte a ripassare “Una teoria della giustizia” di John Rawls per chiarirsi le idee. Nel finale siamo un po’ smarriti e finiamo in difesa, con la magra soddisfazione di non far prendere il bonus agli avversari.

Vuoi un commento Santa? Commento che sarebbe il caso di restare tranquilli e di andare avanti. Certo, ciascuno ha il diritto di reagire come crede, magari prendendosela con i compagni, ma vedo che nessuno lo fa, o quasi. Io non ho giocato a rugby, e se sono qui è anche perché alcune delle cose che ho visto che di solito valgono per un rugbista si avvicinano molto ad alcune delle idee che mi sono fatto col tempo e la pazienza e la fatica. Per esempio? Per esempio che ci si tratta da uomini, dicendosi anche delle cose dure, se serve, e facendo le proprie scelte, ma rispettando il lavoro degli altri e cercando, finché si è nella stessa barca, di spingere dalla stessa parte, sapendo che si sta poco a distruggere e tanto a costruire e che chi tira la carretta merita comunque qualche riguardo, anche se fa degli errori.

Non ce l’ho con te, Santa, ci mancherebbe. Anzi, per certi aspetti ti ringrazio, apprezzo il modo in cui, anche se con spirito critico, dai sostegno, sei presente nonostante la recia sbusada e ti prendi delle responsabilità. E non ce l’ho con nessuno perché, appunto, so che ciascuno ha le sue ragioni e difficoltà per prendere le proprie decisioni. Facciamo però che sono molto grato a chi sta facendo quello che può come può, malgrado debolezze e difetti e inesperienze e errori che ci mettono nella scomoda posizione in cui siamo.

In ordine sparso e casuale: ringrazio Ricky che merita un monumento anche solo per quello che ha fatto l’anno scorso, oltre che per quello che fa adesso anche se, comprensibilmente, non è contento di come vanno le cose. Ringrazio il reparto arretrato quasi tutto “under 20”, da Zanardo che quest’anno è in quinta liceo e tiene botta, a Giorgio Sartor, inventato apertura e grande combattente, a Alberto Matrurano che ha fatto 98/100 alla maturità e adesso cerca di conciliare il rugby col corso di laurea in informatica. Ringrazio quei da Paese che fanno strada per stare con noi e aiutarci a trovare lo spirito giusto, Jordan e Mirco e Fabio, ma naturalmente anche Mena che fino a pochi mesi fa giocava a calcio e Busolin (che non conosco) che si scaviglia dopo 10 minuti al ritorno in campo dopo mesi. Ringrazio Marco Dal Bo che ci prova dopo anni e che un po’ alla volta crediamo ritroverà confidenza. Ringrazio Cerna che sta provando da mediano e fa qualche errore ma anche qualche buona cosa. Ringrazio gli infaticabili Ivan Zoia e Simone Martin che premono sempre e non discutono mai, Ringrazio Christian, fondamentale anche fuori dal campo, Bocci Carpenè discreto e preziosissimo, e Belli Capelli, che si è preso una bella gatta da pelare ma soffre e sopporta. E ringrazio Claudio per il modo in cui cerca di dare sicurezza alla squadra tenendo in piedi la baracca tra assenze e infortuni e Omar che riesce (credo) a godersi una cosa bella come un figlio e a dare una mano come può, e ancora Luca che giocava a basket fino a pochi mesi fa e adesso, un po’ alla volta, mettendocela tutta, fa progressi. Ultimo ma non meno importante: grazie a Brocca che fa anche lui quelo che può. Grazie ancora a tutti. Mi scuso con chi lascio fuori stavolta: avrò, spero e credo, altre occasioni e ragioni per ringraziare chi si sbatte e sopporta e in questo modo cerca di dare a tutti il coraggio che serve.

Hanno giocato: R. Martin, Menoncello, Dal Bianco, Contò, Zanardo, Sartor, Cerna, Sanson, Moino, S. Martin, Padoan, Saccon, Carpenè, Zoia, Bergamo. Entrati anche: Vittori, Grando, Spricigo, Marturano, Buso, Dal Bo. A disp. Serra.


PS. Abbiamo dietro molti ragazzi pieni di energia e passione. Venite qualche volta a vedere l’Under 18, piena di coraggio e talento ma che deve combattere con i numeri, e l’Under 16 a cui Johnny e Daniele stanno cercando di dare aggressività e qualità. Neanche per loro è un buon periodo, ma dovremmo ricordarci che ci guardano e sarebbe giusto che vedessero sempre (o quasi) gente che crede in quello che fa, per non parlare dei più piccoli che stanno crescendo bene e che domenica giocano il concentramento in casa nostra. Anche a loro dovremmo tutti pensare più spesso.













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